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Davvero il Molise non esiste? Racconti & Consigli di un viaggio inaspettato

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Ad un certo punto succede: in una frazione di secondo, dopo ore passate in coda lungo l’Adriatica, si materializza il cartello che indica la fine dell’Abruzzo: “Ma come – ti domandi – infine, sono giunto?”.

Ebbene sì. Ne è passato tanto di tempo dalla prima volta in cui udimmo l’espressione, eppure da semplice battuta declinata in una moltitudine di forme, ora l’espressione sembra quasi pervasa da un’aurea di legge universale: il Molise non esiste.

E, bisogna ammetterlo, pure i Molisani ci giocano spesso su questo fronte.

Che sia stato così anche per noi viaggiatori, lo sveliamo tra poco…


Intanto, perché scegliere un viaggio in Molise?



La scelta di una vacanza in Molise fu dettata da diversi fattori.

  • La voglia di viaggiare in auto (per poter portare con noi il nostro cane…)
  • La volontà di andare in un posto che, per antonomasia, sarebbe stato poco frequentato.
  • Natura, natura e natura. L’abbiamo già detto? Volevamo correre tra boschi, colline e montagne!

Ed eccoci accontentati. Sono bastate poche foto di boschi e paesini incastonati tra gli Appennini a convincerci senza nemmeno troppo sforzo.

Nei primi giorni di Ottobre, il Molise ci attendeva.


Cosa vedere in Molise: Termoli


Abbiamo iniziato dal mare, e come non scegliere lei, la regina. I primi giorni sono stati un bagno di bellezza a Termoli.

Per certi versi, sembrava di aver percorso qualche chilometro in più ed essere giunti in Puglia. L’allegria del centro, i piccoli locali, tra bar e ristoranti, diffusi lungo il viale pedonale. Il bianco dei caseggiati e i profumi di cibo che impregnavano l’aria. Sì, in un viaggio in Molise si mangia tanto e benissimo.

E, dunque, eccoci.

Sebbene la pioggia avesse costellato la maggior parte delle nostre giornate, Termoli è senza dubbio una città che ci è rimasta impressa.

Vivace ed accogliente anche in Ottobre, regala scenari indimenticabili nel suo centro storico. Le vedute che si hanno dal Castello Svevo e dal porto sono davvero di impareggiabile bellezza.

Ed è proprio dal porto di Termoli che l’indomani ci saremmo dovuti imbarcare per le Tremiti, ma il maltempo di quei giorni fece saltare i nostri piani. Ben lungi dallo scoraggiarci, però, esplorammo la costa.


I dintorni di Termoli: da Petacciato Marina a Peschici


A Petacciato Marina ci avventurammo lungo il litorale selvatico, dove le dune erano sferzate dal vento e dal mare agitato.

Un sentiero che dipartiva poco più in là dalla zona di parcheggio si intrufolava in un’area umida, che sarebbe stata senz’altro il paradiso di qualunque appassionato ornitologo e, sicuramente, ciclista.

Nel pomeriggio, per regalarci un po’ di mare e un po’ di Puglia, visto che la nostra gita in barca era saltata, il coraggio a due mani, inseguimmo temporali fino a Peschici.


E, in effetti, percorrendo la strada panoramica del lucente Gargano, vi giungemmo infine, sotto un cielo che tremava.

L’avevo vista più di 10 anni prima, e con il sole. Eppure, quel giorno, nonostante le scarpe fossero sommerse da rivoli d’acqua che correvano veloci lungo le strade e il nostro cane fosse completamente zuppo (per sua incredibile gioia…), la visita alla cittadina fu sfolgorante.

Bella, elegante, divina Peschici.

La pioggia poi cessò ed il cielo disegnò sul mare un arcobaleno.
Ah! Quanti ne abbiamo ammirati in quei giorni di viaggio…

Al ritorno, ultima notte a Termoli ed eccoci pronti a partire verso l’interno.

Non prima, però, di aver gustato i panorami che si aprivano dai borghi di Montenero di Bisaccia e San Salvo (quest’ultima, già in Abruzzo)…


L’interno della regione: viaggio nell’essenza del Molise


Lasciando Termoli, il paesaggio si fa subito ondulato.

Le colline coltivate accendono la fantasia dell’osservatore di dolcezza e colore. Piccoli borghi abbarbicati sui colli riempiono l’orizzonte di interrogativi e storie.

La natura è regina in un viaggio in Molise. Per chilometri nessuna abitazione o costruzione interrompe il flusso di pensieri.

Dopo una mezz’ora di placido girovagare, giungemmo a Larino, prima città dove finalmente ci accolse il sole del mattino.


Il parco archeologico di Larino a Villa Zappone


Eravamo stati incuriositi dalle foto sul suo Parco Archeologico inscritto nel giardino di una villa, Villa Zappone.

Non fu facilissimo ritrovare il parco. Il numero di indicazioni e cartelli è, in effetti, inversamente proporzionale alla bellezza del luogo. Un po’ un peccato.

Dietro Villa Zappone, mosaici che poggiano sui pavimenti di antiche terme romane e, soprattutto lui, l’anfiteatro.



Venne costruito nel I secolo d.C. ed è un anfiteatro di medie dimensioni (pare potesse ospitare fino a 18.000 spettatori). Un luogo affascinante che, sicuramente, meriterebbe di più, almeno un cartello…

Il richiamo del cibo, l’ottimo cibo molisano, ci spinse però a lasciare Larino e ad avventurarci verso Campobasso.

La strada che ci accompagnò verso il capoluogo ci regalò momenti di incredibile pace, mentre le colline si facevano più ardite, cedendo il posto a montagne ricoperte di boschi.

A far da ponte tra i due mondi, le colline e le montagne, il Lago di Guardialfiera, sopra il quale corremmo in auto per svariati chilometri. Si tratta di un lago artificiale costruito negli Anni Settanta per rifornire di acqua i dintorni. La diga che si scorge dalla strada è imponente e spettacolare. Nel video che segue si può avere un’idea della bellezza naturalistica del luogo. Pare ci sia il progetto di valorizzare l’area con intenti turistici, ma… Si vedrà.


Vedute del Lago di Guardialfiera, Molise

Il viaggio in Molise prosegue in città: Campobasso


Arrivammo a Campobasso.

Entrare in una città, dopo giorni di verde e di pace, ebbe un effetto straniante su di noi.

Come in ogni città, le persone vanno di fretta, gli automobilisti suonano clacson e noi siamo semplicemente confusi dal codice della strada. Ripartimmo e frenammo. Accelerammo a fatica, siamo pur sempre in pendenza, ma frenammo ancora: questa volta una festa di matrimonio con gli invitati che si espandevano verso la strada.

Una girandola di vita, alla quale francamente non eravamo ancora pronti a tornare.

Parcheggiamo in velocità e presto ci defiliamo, inseguendo il centro storico che si spalancava a noi in tutto il suo fascino.

Eravamo del tutto impreparati a quello che avremmo visto e forse, anche per questo, ci tuffammo nel cuore della città con ancora più ardore.

Gradino dopo gradino, salivamo verso la cima. Ad ogni curva, un nuovo gradino. La scalinata, davvero, non finiva mai. Ci si domandava come potessero vivere lì gli abitanti! In realtà, avremmo poi scoperto scendendo che, poco più in là vi erano anche delle stradine che procedevano nelle viscere della città con più dolcezza. Ma noi, ebbri di curiosità, non potevamo certamente smettere e siamo arrivati. Siamo arrivati in cima a Campobasso.


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Scorci di Campobasso (© LeggiMee)

Iniziammo la discesa, francamente stremati, ma con un orgoglio da leoni per avercela fatta.

E a ricompensare le nostre fatiche trovammo lui, il Ristorante il Sagittario, uno dei luoghi più romantici in cui ci capitò di pranzare durante questa viaggio in Molise (e forse non solo…). Cibi divini serviti in questo luogo scavato nella montagna, dove nessuna sala era uguale all’altra, il tutto circondati da mobilio d’epoca. Una pausa che ci farà ricordare Campobasso per sempre! La difficoltà di uscire in auto dall’aggrovigliato centro cittadino? E chi la sentiva più?

Eravamo infine pronti per andare a Isernia…


La bellezza di Isernia passando per il Matese


Lasciammo Campobasso avventurandoci per le strade di una regione che ci lasciò senza fiato: il Matese.

Corremmo lungo questa valle attorniata da montagne ricoperte di boschi. Abbarbicati sulle cime più basse, numerosi borghi che sembravano gridare il loro fascino fatato.

Il Parco Regionale del Matese (condiviso da Molise e Campania) è un’area di recente istituzione, essendo entrata ufficialmente in funzione nel 2002 ma per noi fu un’autentica folgorazione. Sicuramente ci torneremo!

In circa un’oretta, giungemmo poi ad Isernia, che ci accolse in tutta la sua piovosa e fredda bellezza.

Piovve così tanto in quelle 24 ore che le uniche foto che riuscimmo a fare furono quelle ai piatti con cui cenammo (delizia!).


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Il Terramisu preparato da Existo Osteria Molisana a Isernia

La città ci piacque molto. Il centro storico, dove alloggiavamo, era molto piccolo e raccolto, situato in un luogo del tutto lontano rispetto al centro commerciale della città.

Le luci della sera illuminavano i monumenti che trascoloravano sotto la pioggia battente. Fu incredibilmente romantico.

Isernia avrebbe decisamente meritato di più, ma non abbiamo forse detto che torneremo nel Matese?

In ogni caso, il nostro viaggio proseguì… Lento, verso l’Abruzzo, ma, di questo, magari ne parleremo in un prossimo racconto…




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About Elisa Borgato

Scrivo da sempre. Amo la natura, viaggiare in solitaria, la spontaneità e gli imprevisti (anche se quest'ultimi non sempre o, almeno, non subito!). Sono laureata in Lingue e Culture dell'Asia Orientale... Sì, ho studiato il giapponese, e dal 2021 ho deciso di trasformare questa mia passione per l'Asia in un blog, LeggiMee. Qui scrivo del Giappone che mi più mi appassiona, ma racconto anche storie brevi e mi lascio andare all'improvvisazione!
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2 thoughts on “Davvero il Molise non esiste? Racconti & Consigli di un viaggio inaspettato

  1. Mi hai fatto sognare per un po’… E ora ritorno alla realtà e con una voglia incredibile di visitare il Molise!

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