Racconti, Storie in pillole

Una vita epicissima

una vita epicissima

Il racconto che segue, Una Vita Epicissima, è nato da un’opportunità lanciata dalla bravissima scrittrice Gea Petrini nella sua newsletter.

La sfida era quella di scrivere un microracconto in prima persona, laddove il protagonista fosse del sesso opposto al nostro.

Ecco, dunque, la mia proposta: Una Vita Epicissima.


Per l’ennesima volta, stavo aspettando.

Fu una sensazione strana, quasi un fenomeno extracorporeo, quello in cui mi fotografai.

Fu come se un altro me fosse fuoriuscito dal mio corpo e si fosse installato al di là del parabrezza per osservarmi meglio. Una cosa francamente imbarazzante, e pure invadente.

In ogni caso, che stavo facendo?

Quanto mi piacerebbe poter dire che stavo al massimo. Come sempre, del resto. Con i miei amici al bar? “Sto una bomba!”. Con i miei colleghi in ufficio: “Neanche ve lo dico! Un weekend epicissimo!”. Sì, è così che parlo io, a iperboli e superlativi forzati, come se le parole potessero dare sostanza ai miei desideri e far sì che ogni cosa, esattamente ogni cosa, sia essenzialmente epicissima. Grave errore.

Tornando al tizio che mi sta osservando al di là del parabrezza: cosa vedeva?

Me ne stavo seduto al volante della mia Ford che avevo comprato da pochissimo, un’auto alla quale avevo consacrato un’infinità di weekend per potermela finalmente permettere, e aspettavo. L’eccitazione di stare su quella poltrona in pelle, per la quale avevo pagato un sostanzioso extra, era ormai quasi svanita. Non tanto da impedirmi, però, di farmi un ennesimo selfie e mandarlo a Carlo. Lui ci muore per queste cose.

In sintesi, quindi, il mio fenomeno extracorporeo avrebbe fotografato me che mi stavo fotografando. Geniale!

Se tutto finisse adesso, in questo preciso istante, il mio finale sarebbe davvero da prima pagina, a dir poco epicissimo…

Me ne stavo così assorto nel mio cellulare che, in realtà, sebbene stessi aspettando, non me ne accorgevo neppure.

Ero assorbito da così tante immagini, colori e suoni che la mia vita mi scorreva davanti con la stessa velocità di quelle storie su Instagram.

Ma chi avrebbe avuto modo di accorgersene?

L’unica alternativa possibile, che ora mi viene in mente, è che quel me che mi stava guardando al di là del parabrezza, a questo punto anche lui in attesa che io facessi qualcosa, qualunque cosa, richiamasse la mia attenzione, si mettesse a urlare o a picchiare contro il vetro!

E qualcuno effettivamente picchiò contro il vetro.

Sobbalzai. Vuoi dire che…

No, era solo Stefania, finalmente pronta per uscire.


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About Elisa Borgato

Scrivo da sempre. Amo la natura, viaggiare in solitaria, la spontaneità e gli imprevisti (anche se quest'ultimi non sempre o, almeno, non subito!). Sono laureata in Lingue e Culture dell'Asia Orientale... Sì, ho studiato il giapponese, e dal 2021 ho deciso di trasformare questa mia passione per l'Asia in un blog, LeggiMee. Qui scrivo del Giappone che mi più mi appassiona, ma racconto anche storie brevi e mi lascio andare all'improvvisazione!
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