Racconti, Storie in pillole

Un biglietto per il primo treno in partenza

“Un biglietto per il primo treno in partenza” è il terzo dei racconti brevi della serie dei Racconti Interrotti.

Quante volte abbiamo sognato di catapultarci in un aeroporto o una stazione e chiedere un biglietto per il primo aereo? O il primo treno?

Magari senza nemmeno sapere dove questi ci porteranno. In fondo, importa davvero il dove?

In certi casi, come in quello di Amy, importa solo fuggire, fuggire il più lontano possibile.

Dove starà andando la nostra protagonista? Da cosa starà scappando?

Puoi leggere il Racconto Interrotto direttamente qui sotto.

Buona lettura!


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Racconti brevi:
Un biglietto per il primo treno in partenza

Non sapeva chiaramente a cosa stesse andando incontro mentre si dirigeva a passo veloce alla stazione dei treni. Sapeva solo da cosa volesse allontanarsi.

La pioggia scendeva con delicatezza incessante e illuminava la strada di dolce trasparenza.

Non stava fuggendo, almeno era quello che ripeteva a sé stessa, eppure viscerale era il bisogno di una decisa svolta nella sua vita.

La stazione dei treni baluginava alla fine della via. Ormai era così vicina da poter ricostruire nella mente, quasi fosse davvero lì, lo scoppiettio dei motori, l’allegro chiacchiericcio della gente in partenza, il familiare aroma del caffè del piccolo bar vicino ai binari. Quante volte era stata lì prima di allora, ogni volta con l’entusiasmo di chi affronta le cose per la prima volta.

Dopotutto, era nella tiepida comodità dei vagoni dei treni che Amy custodiva molte delle più vivide fantasie della sua vita. Ogni città, ogni luogo, ella credeva, era più autentico e vivo, se visto dal finestrino di un treno.

L’incuria, la trascuratezza e la grigia sporcizia che spesso sembrano accompagnarsi a quei veloci luoghi di passaggio, avrebbero potuto farla ricredere, ma ella rimaneva ferma nelle sue convinzioni.

Amy sognava.

Il treno rallentava per raggiungere la stazione e i passeggeri si affannavano a raggruppare i loro bagagli per raggiungere l’uscita…

Quando questo succedeva, ogni volta immaginava di schiacciare il viso contro il finestrino e concentrarsi sulla pace silenziosa che avvertiva al di là, quasi potesse specchiarsi sulla sua anima, finalmente limpida.

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E così, per lei era come poter sentire e percepire il profondo segreto di quel luogo, il motivo per il quale tutti quei passeggeri si stavano affollando per raggiungerlo.


L’arrivo in stazione…

La pioggia si fece più battente. Amy ormai si apprestava a varcare ancora una volta l’evanescente soglia della piccola stazione in mattoni rossi del suo paese e prendere quel treno, più convinta che mai che se un cambiamento fosse dovuto accadere, sarebbe certamente accaduto grazie ad un treno.

“Un biglietto per il primo treno in partenza”

Lo aveva chiesto d’un fiato all’assistente in biglietteria. Sembrava ormai che il dado fosse tratto.

“Vorrei acquistarlo per tutta la tratta” aveva aggiunto poi. Non si torna indietro.
“Il primo treno è in partenza al binario 9 tra 45 minuti” aveva replicato l’altra zelante.

Mentre le stampava il biglietto, aveva sentito lo sguardo dell’assistente squadrare con non poca curiosità il suo pallido volto. Non molte dovevano essere le persone che ponevano simili richieste e quelle poche certamente avrebbero trascinato con loro almeno un ingombrante bagaglio.

Probabilmente la signora pensava che, dietro a quella sua aria quasi un po’ vaga e sognatrice, il bagaglio di Amy dovesse essere assai più ingombrante di quanto non potesse vedere, e davvero non sapeva quanto fosse vicina alla verità.


L’attesa…

Amy strinse il suo lasciapassare verso una nuova vita con sollecitudine e si avviò al binario 9. Non aveva ancora voluto guardare quale fosse il suo destino e nella sua mente si moltiplicavano le possibilità e abbozzavano le alternative.

Una sottile gioia si era impadronita di lei mentre scrutava l’orizzonte in attesa. Come fosse stata già a bordo, nella mente le frullavano le fotografie di tutti i meravigliosi luoghi che era sicura avrebbe finalmente visto e tutte le emozioni che era sicura avrebbe avvertito.

Il mondo si spiegava davanti a lei nella soave leggiadria di un origami.

Molte erano le cose che desiderava lasciare. Non stava scappando, continuava a ripetere ostinatamente tra sé anche in quel momento. Questo perché le fughe si attuano sempre in modi inconsapevoli, dettate quasi da un irrefrenabile impulso che può essere solo assecondato. Un secondo in più e l’impulso svanisce per sempre.

Amy invece meditava quella partenza da molto tempo e aveva avuto modo di preparare e prepararsi con dovizia a quel giorno. Voleva gustare con intensità ogni momento e assaporarne ogni istante. Spesso, infatti, sentiva che le cose le erano semplicemente accadute.

Il caffè che aveva comprato al negozietto vicino ingannò l’attesa. Ne stringeva così forte il cartone del bicchiere, come qualcosa da non lasciar sfuggire mai. Delicatamente poi le scivolò tra le dita, come quella grigia vita che desiderava lasciare in favore di una più allegra, più vivace. Sicuramente felice.

Il treno arrivò sbuffando ampie volute di brillante fumo.
Amy guardò finalmente il suo biglietto e si avvicinò alla carrozza che l’avrebbe ospitata per le successive otto ore. Era raggiante, ma anche tesa.

Non sarebbe più tornata indietro.


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About Elisa Borgato

Scrivo da sempre. Amo la natura, viaggiare in solitaria, la spontaneità e gli imprevisti (anche se quest'ultimi non sempre o, almeno, non subito!). Sono laureata in Lingue e Culture dell'Asia Orientale... Sì, ho studiato il giapponese, e dal 2021 ho deciso di trasformare questa mia passione per l'Asia in un blog, LeggiMee. Qui scrivo del Giappone che mi più mi appassiona, ma racconto anche storie brevi e mi lascio andare all'improvvisazione!
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1 thought on “Un biglietto per il primo treno in partenza

  1. Bellissimo racconto, evoca la voglia di partire, ma anche, inconsapevolmente di fuggire.. perchè a tutti capita di aver voglia di fuggire, di partire per ritrovarsi. I particolari sono così vivi da aver la sensazione di sentirsi Amy…almeno per qualche istante!

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