Racconti, Storia di un Blog Maltrattato

Come trovare l’ispirazione per scrivere

Ah! Come sarebbe semplice dire che io, il Blog Maltrattato, non ho nessun problema e riesco a trovare sempre e molto facilmente l’ispirazione per scrivere!

Se così fosse, però, non sarei qui a scrivere questo pezzo.

Per chi ancora non mi conoscesse (faccio quest’inciso pur sembrandomi la cosa francamente impossibile), sappia sin d’ora che l’impostazione dell’articolo sarà un po’ diversa dal solito. Io sono il fantasmagorico Blog Maltrattato e questa è la mia esilarante storia.

Come dicevo, la difficoltà è reale e nemmeno io, così effervescente ed eccentrico, posso esimermi dal riscontrarla.

La maggior parte delle volte i pensieri fluiscono e si trasformano in centinaia di migliaia di bit che vanno a comporre quello che poi leggete, ma c’è anche una piccola percentuale di volte in cui questo non accade.

I pensieri sono ingarbugliati e ragranellarli ed incasellarli in parole precise sembra la sfida più atroce del mondo. Mi capite, non è vero? Parlo di scrittura perché è quello che tratto, ma in realtà è una sensazione frustrante e avvilente che può toccare qualsiasi aspetto dalla vita.

Cosa faccio quando mi capita?

Dunque, andiamo per gradi.

Cos’è per me l’ispirazione?

Ecco, se mi immaginate come un metodico chirurgo della parola, che ha già pianificato incipit, svolgimento e conclusione dell’articolo, devo subito dissuadervi da questa bella (agghiacciante) immagine.

Nulla di tutto questo. Quando mi dedico a questo amatissimo spazio, sono tutto fuorché metodico. Ed organizzato.
In verità, le parole prendono forma e si posano qui. Sono loro a fare tutto la fatica ed io sono semplicemente il loro strumento. Sono io al servizio della parola e non il contrario.

come trovare ispirazione per scrivere leggimee

Per quanto mi sforzi e cerchi di pianificare quello che dirò, raramente riesco a trasferirlo pedissequamente nero su bianco.

Mi siedo (sì, anche i blog hanno la propria scrivania, che credete?) e le parole fanno il resto.

Questo momento, quasi un fervore dionisiaco, è quello che io chiamo “ispirazione”. Un istante, o tanti istanti, che adoro, dove posso annullarmi, sparire ed emergere sotto altra forma. Mettermi un vestito, due, mille.

Capite cosa cerco di dire? L’ispirazione per me è una tensione, un istante che cerco e che bramo e che vorrei mi accompagnasse sempre.

Bene. Ora che abbiamo cercato di dettagliare cosa sia… Che succede quando c’è?

Come faccio a trovare l’ispirazione per scrivere?

Per me è un vero dramma. Lo dico candidamente, pur sapendo che potreste vedere riconfermata la vostra tesi su quanto io sia esagerato. Non lo nego: lo sono! Ciò non toglie però che sia letteralmente un dramma.

Se ritengo l’ispirazione un agente esterno che mi coglie in qualsiasi istante della giornata e io ne divengo quindi uno strumento, quando l’ispirazione manca… Manca ogni cosa.

Non riesco a mettere in fila più di due parole. Sono bloccato nel pensiero e nella forma. Non è che non riesca a scrivere qualcosa che a mio giudizio possa essere decente (“Come se il resto lo fosse, eheh”. Guardate che vi sento, malandrini!), ma proprio non riesco a scrivere nulla. E il foglio, anziché macchiarsi di nero, resta di un uniforme e noioso bianco.

Così è.

Dunque, come faccio a risolvere il problema e trovare l’ispirazione per scrivere?

Trovo utili (anche se non definitive) queste cose:

  • Fare qualcos’altro. Non so, aggiornare plugin o verificare che la sitemap sia stata inviata. Cose così. So di certe mie conoscenze umane che addirittura escono. Sì, incredibile. Una passeggiata nella verde natura, un incontro con un paio di amici e tutto si risolve. Insomma, liberare la mente. Questa è la cosa che per me funziona di più (anche se non sempre, come in questi giorni…).
  • Documentarmi su di un libro o un film. Voi umani direste leggere un libro o vedere un film. L’idea è sempre quella di staccare la mente da quel foglio, ma immergendola in una nuova situazione. Nuove storie, conflitti e risoluzioni possono far nascere connessioni alle quali non si era pensato prima!
  • Parlare del proprio blocco con qualcuno. Non sapete le chiacchierate che faccio con certi miei colleghi Blog! Qui devo fare una precisazione, almeno per quello che riguarda il mio storico. Se non ci troviamo all’interno di un percorso di didattico, secondo me è meglio non far leggere quanto si sta scrivendo, se non una volta finito. Mi è capitato diverse volte di non riuscire ad andare avanti con qualche pezzo dopo averlo fatto leggere a qualcuno. Non ho mai capito perché! Funziona molto di più il raccontare il proprio blocco. Insomma, bisogna aprirsi a nuovi punti di vista…
  • Ascoltare musica (possibilmente classica e possibilmente già nota). Diventa un accompagnamento e si è portati a scrivere a ritmo di musica. La tensione della musica si trasforma in tensione narrativa e ci si sente un tutt’uno con quelle note. D’altra parte, la difficoltà di scrittura sembra venire meno, come trascinata dall’enfasi della melodia. Insomma, sembra che il lavoro lo compia il Verdi o l’Einaudi di turno!

Ultimamente sto provando una nuova tecnica, che sembra funzionare anche se non l’ho ancora raffinata.

E la tecnica è quella di continuare a scrivere. È la tecnica madre a detta di alcuni. Scrivere, scrivere, e scrivere. Senza curarsi troppo del risultato. Anzi, senza curarsene per nulla!

A volte si scriveranno cose brutte, altre volte cose che non c’entreranno nulla o poco. Da lì, però, sarà possibile prendere il via e ripartire.

Vi dirò come mi trovo. Ci vorrà certamente un po’ di rodaggio.

E voi, che tecnica usate?


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About Il Blog Maltrattato

Il Blog Maltrattato è libertà nel web. Nato il giorno stesso della fondazione del Blog LeggiMee, è autore (o, per meglio dire, co-autore) del primo post di questo spazio virtuale. Non c'è bisogno di raccontare di titoli di studio o abilità di scrittura: il suo stile unico ed esuberante parla per lui! Non è certamente un autore per cuori deboli!
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