Racconti

4 cose che ho (forse) imparato in quest’ultimo mese

Scrivo poco. Ascolto tanto. Leggo molto. Cosa c’entra con le “4 cose che ho imparato nella vita”, chiederai tu.

Sembra più che altro un incipit da “Mangia, prega, ama“, e più o meno è così.

Senza tutta quella parte del viaggio, ma solo perché in questo momento non si può fare…

Anzi, no!

Un viaggio c’è stato, e sono passate esattamente 3 settimane da quella partenza…

Dove sono andata? Continua a leggere…

leggimee racconti e giappone

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4 cose che ho imparato nella vita

L’abisso delle parole. Differenze di senso tra “già” e “solo”

Prometto che arrivo al punto.

Prometto che ti racconterò del mio viaggio e delle cose che ho imparato (o sto cercando di imparare) in questa piccola parte di vita.

Prima, però, vorrei notassi una cosa importante.

Come scrivevo pocanzi, già 3 settimane sono trascorse da uno degli eventi più importanti della mia vita.

E, bada bene, ho scritto “già 3 settimane”. Scrivere “solo”, infatti, non basterebbe a racchiudere la girandola di emozioni di questi giorni.

Le svuoterebbe di senso, e qui, invece, un senso vogliamo trovarlo.

Mi guardo indietro, e sembra di vedere una vita intera.

Io che nasco, io che muovo i primi passi nel mondo, io che cado e mi rialzo.

Una sensazione familiare, vero? La parabola dell’inizio di una vita condensata in poche settimane…

E pensare che, al solo sfiorare con il pensiero i cambiamenti che mi avrebbe procurato quel viaggio, la mia mente era affollata di paure...


Il cambiamento e la paura: cos’è davvero importante?

I cambiamenti, però, sono cosa buona. Almeno, dice così chi non ne sta affrontando uno!

Per chi vi si trovi invischiato, invece, l’unica cosa che vorrebbe fare è scappare lontano.

Questo era precisamente quello che anch’io volevo fare: scappare lontano.

Alcune volte, però, questa cosa del fuggire semplicemente non è possibile.

Così è stato per me 3 settimane fa esatte, una data che ricorderò per sempre, perché ha portato con sé dei cambiamenti, e notevoli, ma nessuno di questi era ciò che mi sarei aspettata.

E vorrei parlarvi di questo. Affinché, anche nella mia memoria, conti più il risultato di ciò che davvero è successo.

In modo tale che quel 23 Luglio possa diventare un giorno di rinascita, anziché di timore.


Ecco le cose che (forse) ho imparato in questo breve spaccato di vita

1. Sicuramente la pazienza…

Pazienza. Paziente. Pazientare.

EHI! Guarda che ti vedo! Vedo mentre alzi gli occhi al solo leggere distrattamente la parola “pazienza”!

Più si evoca questa parola ed i suoi correlati e più l’ancestrale desiderio di alzare gli occhi al cielo e cambiare pagina si fa impellente.

All’irruente te, e all’irruenta me, però, voglio dire che la pazienza salva.

Ascoltare il proprio corpo. Fermarsi. Darsi il tempo di pensare e poi reagire.

In fin dei conti, la pazienza è un atto di coraggio. Significa investire su se stessi, al di là degli scarsi risultati che abbiamo in quel preciso momento e, anzi, gioirne.

Gioire delle piccole, piccolissime cose.

Ricordarsi che ciò che riusciamo a fare oggi non è detto che ci sarà possibile domani con altrettanta facilità.

Così come è probabile che con pazienza ciò che oggi non ci è dato fare, domani diventi naturale…

E questo mi porta al secondo punto.


2. La bellezza delle piccole cose, MA…

Se mi segui anche nel mio blog dedicato al Giappone, sai di cosa parlo.

Sei Shōnagon, scrittrice giapponese vissuta intorno all’Anno Mille, ha dedicato la vita alla bellezza delle piccole cose (se vuoi saperne di più ne ho parlato qui).

Trovare bellezza nelle foglie che trascolorano, nella rugiada del mattino, nei sorrisi e nella gentilezza.

Ah!

Quello che però ho imparato, il vero punto di svolta di questi giorni, però, è che la bellezza delle piccole cose è anche in noi.

Non è autocelebrazione.

Si tratta semplicemente di fermarsi a guardare la bellezza del nostro corpo (o del nostro spirito) che si rialza.

che ho imparato nella vita cadere sette volte rialzarsi l'ottava leggimee giappone cose
Il proverbio giapponese che amo di più…

Non perdere alcun secondo di quel magnifico processo di rinascita che ci vede protagonisti.

Se oggi non va come sperato, domani sicuramente andrà meglio (questione di pazienza, mi dicono…).


3. Sono contenta perché… Ovvero da che punto guardi il mondo tutto dipende

Tra le cose che ho imparato, questa per me è la più importante, da ricordare in ogni situazione della vita.

Tanti anni fa, ma proprio tanti, lessi un libro, uno dei classici per l’infanzia e che spesso mi torna in mente.

Si tratta di “Pollyanna” della scrittrice statunitense Eleanor Hodgman Porter, pubblicato nel 1913.


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Statua dedicata a Pollyanna davanti alla biblioteca pubblica di Littleton, New Hampshire

Non ne racconterò la trama, anche perché la ricordo solo vagamente. La protagonista, però, la piccola Pollyanna, nonostante tutte le avversità che la vita le ponesse davanti (ed erano davvero tante) riusciva ad avere un’attitudine positiva verso le cose. Qualunque cosa.

Lo chiamava il “gioco della contentezza”.

Consisteva nel trovare 3 motivi per essere felici nell’arco di una giornata.

Ci sono giorni in cui questo gioco risulta facile e quasi sembra possibile trovarne 1000 di motivi!

Si sa, però, che ci sono anche i giorni bui, dove trovare anche una sola ragione di gioia sembra impossibile.

Ecco che il gioco viene in soccorso ed ogni giorno diviene più facile, come in un allenamento.

Una delle frasi del libro è questa:

Sono contenta che non abbiamo mai avuto nessuna di queste belle cose, perchè quelle della zia Polly mi piaceranno di più, non essendoci abituata, voglio dire”.
Porter, E. (1913), Pollyanna, Caravaggio Editore

La parte più significativa è quando poi Pollyanna insegna questo gioco agli altri, come in una catena di Sant’Antonio.

Non vi è bellezza in tutto questo?

Dunque… Oggi sono contenta/o perché…


4. L’attitudine è una scelta

Non abbiamo il controllo su gran parte delle cose che ci accadono.

Non possiamo controllare il “destino”, le cose belle o le sventure che fanno parte del nostro vivere quotidiano.

Questo è un semplice dato di fatto.

Io non sono una fan dei numeri, anzi. Però proverò a spiegare meglio questo concetto utilizzandoli. Vediamo che viene fuori…

Assumiamo che il 90% delle cose che ci accadono sia totalmente fuori dal nostro controllo. Questo significa che noi possiamo agire su quel 10%.

Essere proattivi e avere quello che si chiama il “problem solving” magari ci può aiutare a gestire… diciamo un 5%.

E cosa resta?

Un minuscolo 5%.

Non è molto ma, secondo me, è un ottimo punto di partenza.

E da cosa è rappresentato?

Secondo me, dalla nostra possibilità e capacità di scegliere.

Decidere nella nostra testa che si riuscirà a fare una determinata cosa, visualizzarla magari, secondo me è la chiave.

Ripeto ossessivamente “secondo me”, perché non è una formula magica, ma solo la “mia formula”, “il mio pensiero”.

Forse ha a che fare un po’ anche con la legge dell’attrazione, non saprei. Insomma, essere determinati verso un certo obiettivo, qualunque esso sia, sceglierlo ogni giorno con costanza e dedizione, può essere la chiave.

leggimee cose che ho imparato nella vita

Le mie conclusioni

In conclusione… Che dire in conclusione?

La verità?

Non sono brava a concludere cose, azioni o pensieri.

Tutto resta galleggiante in un indefinito limbo.

Quello che posso dire è che le regole sono fatte per essere modificate e infrante, però questi principi mi hanno sostenuta molto in questi giorni. Questo conta alla fine di tutto. E se queste mie parole possono aiutare anche solo uno di voi… Beh, ne sarà valsa la pena.

Ah, è vero! Quasi dimenicavo… Cosa mi è successo 3 settimane fa?

A questo punto, ha veramente importanza saperlo?


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About Elisa Borgato

Scrivo da sempre. Amo la natura, viaggiare in solitaria, la spontaneità e gli imprevisti (anche se quest'ultimi non sempre o, almeno, non subito!). Sono laureata in Lingue e Culture dell'Asia Orientale... Sì, ho studiato il giapponese, e dal 2021 ho deciso di trasformare questa mia passione per l'Asia in un blog, LeggiMee. Qui scrivo del Giappone che mi più mi appassiona, ma racconto anche storie brevi e mi lascio andare all'improvvisazione!
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