Racconti, Storia di un Blog Maltrattato

Il Signore Digitale

Questa è una lettera d’addio.
Mi vogliano perdonare lor Signori, i miei graditissimi e amatissimi fan, se in questi giorni non vi ho dato mie notizie. Non sia mai che interpretiate questo mio silenzio come sintomo di una così barbara malattia che taluni definiscono come trascuratezza, termine così agghiacciante che, se un giorno fosse applicabile a me, vi pregherei di abbattermi. Trovate quel posto nella Silicon Valley dove ci sono tutti i miei ormai inutili backup e ponete immediatamente fine alle mie sofferenze. Sia subito messo a verbale! Signore Digitale, o meno. Fatemi questa grazia!

Del Signore Digitale e altri attributi

Di che parliamo dunque oggi?

Oggi, ve lo dico sin dal principio, sento pulsante la mia esaltata vena poetica e quindi, tenetevi pronti, miei Signori, perché vi narrerò una storia, infarcita di spasmodica sofferenza e tragici eventi, in pieno stile Blog Maltrattato!

Ve lo ripeto ancora una volta: guardate che ci sento benissimo! Internet vi controlla e, io, miei cari, SONO Internet! State ghignando, nella solitudine della vostra zona arancione, quasi rossa: “Un blog che si atteggi a poeta? Dove siamo mai finiti!”. Ah! La creatività e l’estro, questi sconosciuti!

Ve lo dico io: un blog può essere poeta, cantastorie, signore digitale, e chiunque egli voglia che lui, egli, esso… Esso? Esso sia.
ALT! Com’era? “Chiunque tu vuoi che io sia“. Ah, ecco. Sì, quella cosa lì. Vabbé, allora non c’entra nulla. Breve momento di raccoglimento per quella simpaticona di Marissa e andiamo avanti.

Dicevamo, un blog ha infinite possibilità e, come ben sapete, è un argomento di cui ho già parlato. Io che posso essere chiunque ma chiunque (alias: Elisa) decide per me e, in fin dei conti, è me.

E questo è profondamente ingiusto e fa di me il più maltrattato di tutti gli esseri sulla faccia della terra.

Lo so. Trattasi di un tema già discusso.

Oggi, vogliamo dunque parlar d’altro?

Di nuovo: assolutissimamente sì.

Il Blog Maltrattato ora è pronto a sfogarsi: la Tuttologa del Web

Ah! Miei Signori! Quante le cose che avrei voluto dire in questi ultimi giorni!

Io, però, sono un signore, la quintessenza della signorilità, voi ben lo sapete e ho atteso che ogni corbelleria che venisse commessa qui, nel mio bel mondo, lentamente sedimentasse nelle pieghe del mio backup. E così, il bel Blog attese e attese finché, nel modo più tragico possibile, non implose!

Sempre a questo punto mi ritrovo! Ebbene, sì.

Le mezze misure non sono certamente il mio forte, si sa, e non posso far altro che sfogarmi alla fine.

Invero, sembra che io mi stia proprio trasformando nel mio arci-nemico, il mio alter ego senza colori e senza stile (se non di scrittura, mi dicono. Ma solo ogni tanto). Orrore!

Quello di cui volevo narrarvi, se le parole mi assistono, è il pieno sconvolgimento che è in atto a LeggiMee, che ancora una volta, sottolineo essere, non solo la mia casa, ma anche la mia stessa essenza!

Passi che parliamo di Giappone. Dico, TUTTI parlano di Giappone oggigiorno. Devo farlo pure io? D’accordo, si tratta di uno stile nuovo di raccontare, con tanti approfondimenti che sarebbero difficili da trovare altrove. Va bene, posso fare uno sforzo.

Passi che parliamo di viaggi. Insomma, anche questo mi pare essere un argomento del tutto inflazionato. D’altro canto, mi viene detto che i viaggi verranno raccontati in modo diverso. Ma diverso, come? Non si sa. E cosa dovrei dire io a quel punto? Vago nell’assoluta indeterminatezza e dovrebbe pure andarmi bene. Comunque sia, l’ho accettato. Dopotutto, potrebbe essere un primo passo per rendere questo posto più ricco di belle e coloratissime foto. E si sa, a me piacciono i colori (se solo lei sapesse fare una foto decente… Una sola…).

Parliamo anche di racconti? Come l’accetto una cosa simile? Non posso: non l’accètto ma l’accétto! (Scarse) battute fonetiche a parte, sappiamo tutti com’è andata. Ho accettato la cosa in cambio di uno spazio tutto mio, dove, per l’appunto, dò sfogo alla mia inesauribile, smagliante creatività.

Ma ora questo? Questo è del tutto inaccettabile!

Son Signore, son Poeta. Ma questo va contro ogni regola e schema di buonsenso.

Da questa settimana, infatti, qui a LeggiMee, si parla di sostenibilità! Con che credibilità, dico io, una che parla di Giappone e viaggi parla, nello stesso blog (ripeto, mio spazio, MIO), di sostenibilità?

Queste cose, per me, sfavillante Signore digitale, forse non sono facilmente comprensibili… Ma voi? Ditemi che ho ragione! Dissuadetela, ve ne prego! Ne va della mia, già precaria, sanità mentale.

Insomma, tutto si può dire di me e tutto posso essere. Un allegro cantastorie, un vivace poeta (ah sì… A proposito della poesia promessa… Oggi non è proprio giornata, ma mi sdebiterò presto o tardi)… Ma non sia mai, e qui sottoscrivo, che i miei colleghi blog mi taccino di tuttologo del web che, se possibile, è un’offesa pur peggiore di quella barbara trascuratezza di cui lamentai all’alba di questo articolo!

E come vi dissi all’inizio: abbattetemi quando accade!

Questo è il mio Addio.


About Il Blog Maltrattato

Il Blog Maltrattato è libertà nel web. Nato il giorno stesso della fondazione del Blog LeggiMee, è autore (o, per meglio dire, co-autore) del primo post di questo spazio virtuale. Non c'è bisogno di raccontare di titoli di studio o abilità di scrittura: il suo stile unico ed esuberante parla per lui! Non è certamente un autore per cuori deboli!
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