Racconti, Storia di un Blog Maltrattato

Il Blog Maltrattato o di come documentare il proprio percorso

leggimee

Documentare il percorso? Ma che stai dicendo? Stavolta non ci siamo proprio!“.

Per chi ancora non mi conoscesse (faccio quest’inciso pur sembrandomi la cosa francamente impossibile), sappia sin d’ora che l’articolo sarà un po’ diverso dal solito. Io sono il fantasmagorico Blog Maltrattatoquesta è la mia esilarante storia.

Sono convinto, anzi convintissimo, che molti di voi ritengano che il mio spazio qui a LeggiMee, un blog che parla di Giappone e di racconti, sia del tutto inopportuno. Probabilmente qualcuno, fomentato dal delirio che ogni tastiera che si rispetti sembra concedere, potrebbe addirittura pensare che il mio lavoro sia del tutto inutile.

Lungi da me prendermela, in effetti io sono del tutto superiore a queste provocazioni, vi posso però dire che in queste settimane ci ho riflettuto parecchio. Andando avanti con la lettura, scoprirete anche voi i risultati delle mie arzigogolate riflessioni e che cosa io intenda con documentare il proprio percorso.

Ci tengo a precisare sin d’ora che la cosa è del tutto partita da me, non da voi, miei stimatissimi lettori (e lo dico con la più totale stima e riconoscenza del mio attualmente inesistente seguito). Sì, insomma, ci tenevo a puntualizzare questo punto, casomai a qualcuno venisse un qualche dubbio un domani. Un domani molto lontano a giudicare dalle cifre di oggi. Io, però, permango fiduciosissimo e sono certo che accadrà. D’altro canto, come si fa a resistere alle malie di un personaggio così irriverente ed esplosivo quale sono io, il Blog Maltrattato? Ve lo dico io: non si può. E dunque, un domani queste mie memorie saranno preziose come l’oro!

Bando, però, alle ciance (subito zitti quelli che stanno sospirando: “Finalmente, eh! non se ne può più di questo blaterare. Ma quando arriva al sodo questo?”. Ebbene, ci arrivo quando voglio. Ho una mente estrosissima, sebbene soggiogata dal processarsi di numeri e bit, e ho bisogno di uno spazio, bello grande in verità, dove sfogarmi come voglio. Se non vi piace così… eheh!).

Dunque, quale sarebbe il ruolo del Blog Maltrattato? Oltre a quello di avere un nome più lungo degli articoli che sei solito scrivere, vuoi dire?. Certo che siete cattivelli! Mica vi ho fatto niente io… E oggi pure piove e sono tutto rallentato. Ed è pure lunedì. Non c’è davvero limite al peggio…

Comunque, nonostante siate un po’ sgarbati oggi, miei invisibili lettori, ho scoperto qual è il mio ruolo e, nella mia infinita magnanimità, desidero condividerlo con voi. Sarà super, super, super interessante!!! Lo dice sempre ma non lo è mai…”. Guardate, non commento nemmeno. Oggi non è proprio giornata. Ve l’ho già detto che piove, no? Eppure insistete…

In ogni caso, come dicevo, io non me la lego al dito e sono lieto di condividere il motivo della mia presenza qui, anzi i motivi, perché sono più d’uno. Scioccante, non è vero?


1) L’importanza dell’alter ego

Nonostante quello che sto spesso a dire, ne convengo: Elisa mi dà una grossa mano nella stesura e nell’editing dei miei articoli. Lo confesso: forse il mio brillante, sfolgorante ego qualche volta prevale su tutto e mi arrogo qualche minuscolo diritto in più, che forse non ho. Non dite: “Ma va?!?” che vi sento fin qui…

Qual è la mia importanza dunque?

Divento una valvola di sfogo, una pausa dalle fatiche, un momento di assoluto divertimento. Divento giochi di parole, sfuriate contro il nulla e ricerche di parole desuete che riempiono di dirompente gioia il blog sottoscritto (ed un po’ meno quell’altra maniaca del controllo……).

Soprattutto divento luogo dove le regole che governano ogni secondo della giornata possono sparire. Qui ci si può dimenticare per un momento del corretto uso delle virgole e, se anche ogni tanto sbagliamo qualche parola, eh… Vabbé. Possiamo usare anglicismi, francesismi e -ismi di ogni tipo. Poi qualcuno viene sempre puntualmente a giudicare però… vabbé. Ecco, posso finire le frasi con vabbé.

Posso tuffarmi nel delirante mondo dei colori e delle GIF. Esprimermi attraverso immagini e movimenti. Non usare sempre le figure più ortodosse, o corrette.

Chissà, magari un giorno qui declamerò poesie o poemi epici…

Il succo, insomma, è che posso fare quello che mi va. Tutto quello che altrove non mi è concesso. Non è meraviglioso?

So già quale sarebbe la vostra prossima domanda e, francamente, per una volta non avete tutti i torti.

Perché non tieni per te i tuoi profondissimi pensieri ed i tuoi tentativi di essere qualcos’altro?

E la risposta è… TADADAN… RULLO DI TAMBURI… Perché è utile! IO SONO UTILE!

E non solo per i fini ludici fin qui descritti. Non solo perché andare oltre (o contro) certi dogmi e schemi prefissati può essere estremamente liberatorio. Ci sono altri punti, forse ancora più importanti di questo (che, in effetti, riguarda solo me).

Vediamoli assieme.

2) L’importanza di programmare e ricapitolare

Qui avrei voluto scrivere: “L’importanza di fare il recap”, ma qualcuno me l’ha impedito… E quindi lo scrivo soltanto qui nel paragrafo e lo metto pure in grassetto e sottolineato: “L’importanza di fare il recap”. In fondo, è il mio spazio franco (ehm, quasi franco a questo punto!).

Insomma, non ve la devo certo spiegare io l’importanza della programmazione. Pagine e pagine vengono spese ogni giorni da guru e sedicenti maestri, ma anche da veri esperti e professionisti del campo. Io non rientro in nessuna di queste categorie, però, ne capisco il valore.

Non trovarsi sempre all’ultimo istante per elaborare articoli e post è fondamentale. Su questo punto LeggiMee deve ancora fare un bel po’ di lavoro, però riconosce le sue mancanze. E questo è già un grande passo.

Nel proiettarci in avanti, però, molto spesso ci dimentichiamo di guardare indietro.

Insomma, spingendoci sempre più verso il futuro e tenendo bene in mente quello che vogliamo fare (e qui a LeggiMee il lavoro è davvero TANTISSIMO), a volte forse ci dimentichiamo che abbiamo due occhi. Un occhio dovrebbe guardare avanti, ed uno dovrebbe guardare indietro (oppure potremmo avere due facce e quattro occhi, come Giano, o come il Prof. Raptor/Voldemort di cui non metterò riferimenti, per non spaventare i più piccoli, perché in fondo ci tengo).

documentare il percorso leggimee
Una cosa del genere, ma più carina, ecco (via GIPHY)

Con ciò, non voglio certo dire che dobbiamo ancorarci al passato o a vecchi meccanismi. Giammai.

Secondo me, e parlo da Blog Maltrattato, dovremmo però fare sempre il punto della situazione. Non solo a fine anno, non solo al momento del compleanno o a quello di chiudere battenti.

Chiudere la giornata e pensare se quello che abbiamo fatto corrisponde interamente a ciò che ci eravamo prefissati.

E se non è così, perché spesso non è così, dove possiamo migliorare?

Insomma, una sorta di continua e perpetua analisi di coscienza.

Un bel lavoraccio, lo so (siamo quasi a 1000 parole e devo ancora dirvi il punto chiave…), però, vi assicuro che è davvero doveroso, anzi! Doverosissimo!

Io servo anche questo.

Ogni volta vi racconto cos’abbiamo fatto durante la settimana e come lo abbiamo fatto ed è un aiuto incredibile che ci porta direttamente all’analisi del terzo punto in oggetto. Sì, questo è l’ultimo, non mi sono completamente montato la testa!

3) L’importanza di documentare il proprio percorso

Documentare il proprio percorso non ha solo una valenza nell’immediato.

Ci riflettevo l’altro giorno: non siamo sempre abituati a vedere i risultati finali dei nostri idoli?

D’accordo io sono nato così, in forma smagliante e perfetta… Però voi, comuni mortali forse no!

Mica Chiara Ferragni era così anche 10 anni fa! O Elon Musk. Forse persino il grande Stephen King ha scritto qualche buaggine (questa parola l’ho appena scoperta e vorrei dirla sempre… Buaggine, buaggine, buaggine!!!) nella sua vita… Non ci giurerei, ma per la legge delle probabilità è estremamente possibile.

Nonostante ciò, nonostante tutti partano da livelli bassissimi (tutti, eccetto me, come avete già avuto modo di constatare), però, noi ne vediamo solo la parte esplosiva. E questo non solo fa sì che i succitati personaggi ci risultino inarrivabili, con conseguenti danni alla nostra già bassa autostima (cioè, vostra, non nostra), ma anche fa sì che pure noi ci distanziamo enormemente dalle nostre stesse mete.

Come è importante avere degli obiettivi grandi ed importanti, è fondamentale avere quelli piccoli e di medio termine. Non diventeremo mai come Elon Musk, o di più, se non passiamo per tutte le fasi intermedie.

Per questo ci sono io, il Blog Maltrattato.

Documentare il proprio percorso dagli esordi aiuterà LeggiMee un domani.

Qui annoteremo tutti gli sbagli e i successi (per il momento solo i primi eheh), tutti i traguardi e i cambiamenti che facciamo in corso d’opera. Vi dirò che già ora, dopo pochi mesi, non scriviamo più come scrivevamo all’inizio.

Sarà solo attraverso gli errori e le cadute che diventeremo ciò che vogliamo essere. E ciò che vogliamo essere sarà frutto del percorso di ogni giorno… Una volta arrivati alla meta, magari (anzi, sicuramente!) i nostri obiettivi saranno diversi da oggi. Chissà.

Una promessa, però: nonostante i miei costanti ups and downs (questo Elisa me lo lasci! Punto.) continuerò a raccontarvi ogni cosa.

Chissà che non possa essere di fonte di ispirazione (per ora, solo di disperazione) per qualcuno (per ora nessuno).


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Il Blog Maltrattato è libertà nel web. Nato il giorno stesso della fondazione del Blog LeggiMee, è autore (o, per meglio dire, co-autore) del primo post di questo spazio virtuale. Non c'è bisogno di raccontare di titoli di studio o abilità di scrittura: il suo stile unico ed esuberante parla per lui! Non è certamente un autore per cuori deboli!
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